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Il quadro di Maria originariamente si trovava presso la quadreria del castello; in seguito all'evento miracoloso denominato "Occorso alla figlia del duca", al nobile proprietario sembrò inopportuno continuare a custodirlo fra gli altri della sua collezione; decise dunque di donarlo ai frati della chiesa dell'attuale cimitero.
Il primo miracolo viene datato, secondo la tradizione, al 27 Aprile del 1571: in piena notte si ode il tintinnio delle campane della chiesa dell'attuale cimitero, che nel frattempo era stata abbandonata dai frati domenicani, i quali si erano trasferiti alla Chiesa dell' Annunziata nuova. Essi avevano abbandonato il luogo in quanto risultava insalubre per la presenza di insetti che vivevano in grande abbondanza nelle vicinanze del convento, in Gioppo (Jope, in lingua spagnola, significa 'insetto che sta nell'umido').
Il quadro di Maria fu portato nella chiesa madre nel 1846 e posto in una cappella nella navata sinistra.
A partire dal 27 Aprile 1572 si cominciò a celebrare annualmente in Collesano la festa di Maria dei miracoli, caratterizzata da una calorosissima partecipazione da parte dei collesanesi. Il 27 Aprile del 1574 si stabilì che ogni anno, in quella precisa data, si sarebbero radunati in paese un gran numero di mercanti di bestiame (in seguito, forse per l'inopportunità della stagione, si decise di posticipare l’evento all'ultima domenica di luglio). Nell'anno 1602, a petizione del Clero e dei Giurati e del popolo, il giorno 27 Aprile per Collesano fu dichiarato festivo dal Vescovo di Cefalù Emanuele de Quero Turillo. Anni dopo, il pontefice Urbano VIII, con il decreto del 23 Marzo 1630, dispose che il clero di ogni regno, città o terra potesse eleggere un 'patrono celeste'. In conseguenza di ciò, Ottavio Branciforte, nuovo Vescovo di Cefalù, confermò nel 1635, riguardo alla festa del 27 aprile in onore di Maria SS dei miracoli, le direttive del suo predecessore, Vescovo Turillo. Il giorno 8 settembre 1641 Maria dei Miracoli fu solennemente e definitivamente proclamata dai Giurati e dal clero 'celeste patrona di Collesano'.
Su richiesta dei collesanesi, per concessione della S.C. dei riti, dal 1898 la festa iniziò a svolgersi il 26 maggio.
Anticamente non era radicata fra i collesanesi l' abitudine di condurre in processione l' effigie della Vergine dei miracoli se non nei casi di pubblica necessità. In tali circostanze l'immagine era condotta alla Chiesa Madre e non veniva restituita alla Chiesa dei PP. Cappuccini se non dopo aver ottenuto la grazia richiesta. Nel corso di tali processioni, l'immagine veniva sostenuta dai Sacerdoti e dai religiosi Cappuccini; era condotta sotto il baldacchino, le cui aste erano sorrette dal Capitano, dai Giurati, dal Proconsole e da altri tra i più illustri collesanesi, che si alternavano tra di loro ciclicamente per consentire l'indispensabile riposo. Alle processioni partecipavano il Clero, gli ordini regolari ed i membri delle confraternite, tutti preceduti dalla milizia reale. Giunti alla Chiesa Madre, l'effigie veniva collocata nell' altare maggiore. Seguivano molti esercizi spirituali: confessioni, comunioni, preghiere, quarantore e processioni minori di penitenza, che venivano praticate separatamente dai membri di ciascun ceto, a cominciare dal Clero; ogni sera, dopo la compieta, aveva luogo la predica. Le spese di culto per l' occorrenza venivano sostenute dal popolo e dall'amministrazione del Comune. |