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VENERAZIONE DELLA PATRONA

"Maria SS. dei Miracoli"

 

I  MIRACOLI

 

I miracoli della Madonna più vivi nella memoria dei collesanesi sono i seguenti

La  tradizione popolare tramanda che, quando il quadro di Maria dei Miracoli si trovava nella quadreria del castello di Collesano, avvenne un fatto  straordinario: una bambina della famiglia ducale precipitò da un  balcone; la servitù accorse per verificare le condizioni  della bimba, la quale però era rimasta del tutto incolume. Alle richieste di spiegazioni da parte dei soccorritori, rispose che, al momento della caduta, era stata presa in aria da una donna perfettamente somigliante alla figura di un quadro custodito nel castello. Condotta subito nella  quadreria, la bimba additò, senza alcuna esitazione,  l' immagine di Maria riconoscendola come colei che l'aveva salvata. 

 Il 27 aprile 1571, le campane dell'Annunziata Vecchia suonarono miracolosamente a festa. La Madonna rappresentata nel quadro, da quel giorno, cominciò ad essere invocata e venerata in Collesano col titolo di Maria SS. dei miracoli.

 Il 23 Aprile 1612, nel giorno della domenica delle palme, 140 persone tra frati e fedeli si cibarono con soli dieci pani. Il guardiano del convento ed i suoi frati attribuirono il miracolo alla Vergine protettrice del convento.

 Il 1643 fu un anno di vera e propria carestia per la popolazione di Collesano. I proprietari dei magazzini, che detenevano il grano, erano disposti a venderlo soltanto a prezzi esosi; i cittadini poveri, non potendo comprarlo, decisero di ribellarsi. Uno dei giorni durante i quali l'esasperazione del popolo stava conducendolo ad atti violenti, precisamente il 26 maggio,  le campane della chiesa dell'Annunziata cominciarono a suonare facendo accorrere i fedeli: con grande commozione questi ultimi si accorsero che la tela sudava. In seguito a questo avvenimento, quella stessa sera  i proprietari dei magazzini decisero di distribuire gratuitamente il grano alla popolazione.

  Altri fatti miracolosi

Del cotone e dei panni che servirono ad asciugare il sudore del volto dell' effigie di Maria dei Miracoli furono portati in diverse città e terre. Ne entrarono in possesso diversi padri cappuccini; uno di essi, Padre Simone, di origine collesanese,  si trovava  in un convento di Messina. Costui accompagnò un giorno un altro frate che avrebbe dovuto esorcizzare una  giovane donna, figlia di un principe del capoluogo siciliano. Il padre esorcista portò con sé un pò di cotone di provenienza collesanese. Appena padre Simone si presentò alla donna, questa urlò: " levami quel monaco che porta seco il sudore della Magara di Collesano". Subito dopo la donna guarì.

 Nel 1643 il rinomato pittore collesanese Giovanni Giacomo Lo Varco tentò di rinnovare i colori del quadro raffigurante la Madonna; iniziò la sua opera ma, nel momento in cui accostò il suo pennello al volto di Maria, non potè continuare. Dopo intense preghiere, provò una seconda volta, con il medesimo esito. Egli riuscì a restaurare tutta la tela fuorché le parti relative al volto ed alle mani di Maria e dell'Arcangelo Gabriele.

I fatti riferiti sono tratti dal Libro Rosso

 

 

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