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CHIESA
<< S. MARIA ASSUNTA >> sec. XIV
detta “S. Maria la Vecchia”
di Rosario Termotto
CENNI STORICI

Fino all’inizio dell’epoca normanna, il
centro abitato di Collesano era posto
sul Monte d’Oro. Dopo la sua distruzione
violenta per volere del re Ruggero II,
un piccolo borgo viene ricostruito nel
sito circostante l’attuale castello, la
cui edificazione risale pure a quegli
anni. Nel 1140 viene consacrata la
chiesa di S. Pietro che,
molto probabilmente, è da identificare
con l’attuale S. Maria.
Il primo documento noto che parla
espressamente di una chiesa dedicata a
S.Maria risale, comunque, agli inizi del
Trecento, ed è quello relativo alle
raccolte delle decime pontificie degli
anni 1308-1310, in cui si potrebbe
essere di fronte ad una mutazione nella
dedica: da S. Pietro a S. Maria Assunta.
Del periodo medievale, attualmente
rimangono nella chiesa soltanto pochi
elementi, come i resti di un portale ad
arco acuto, adiacente l’attuale porta di
ingresso, e un frammento di affresco,
databile alla prima metà del
Quattrocento, superstite in un pilastro
della navata principale, con un luminoso
volto di Cristo. Probabilmente tutte le
colonne erano interamente affrescate,
così come nella Matrice Vecchia di
Castelbuono e nella chiesa di S.
Caterina di Mistretta.
La chiesa di S.Maria,
dedicata all’Assunta, come gran parte
delle Matrici medievali dei paesi delle Madonie, è rimasta Matrice di Collesano
fino al 1543, data in cui buona parte
del suo clero si
trasferisce nella nuova chiesa madre,
attuale Basilica di S. Pietro, detta
pure S.Maria la Nuova, edificata per far
fronte all’aumento della popolazione,
essendo, infatti, emersa la necessità di
una nuova chiesa madre più grande e meno
decentrata rispetto alle direttrici
dell’espansione urbanistica. La chiesa
di S.Maria Assunta rimase, però,
parrocchiale molto a lungo.
Essa, nel corso dei secoli, è stata
profondamente trasformata. Nel ‘600,
oltre che con un nuovo portale, S.Maria
si arricchisce con un ampio e profondo
presbiterio, decorato con stucchi e
affreschi, rispondente ad un gusto più
moderno, diverso da quello medievale.
Altro intervento che ha
cambiato notevolmente l’aspetto della
chiesa è quello risalente agli anni
intorno al
1935,
quando viene rimontata nella torre
campanaria la bella guglia maiolicata
cinquecentesca, di sicura produzione
locale, che prima adornava la chiesa di
S. Giovanni Battista,
crollata per le frane del 1932
che interessarono parte del centro
storico.
Recentemente, intorno agli anni ’80,
la chiesa, che presenta impianto
a tre navate, è stata consolidata
nel tetto e nelle sue strutture
portanti, attraverso lavori che hanno di
certo consentito la sua conservazione.
Di questo dobbiamo dare merito all’opera
attenta e indefessa di Mons. Angelo
Onorato, Parroco di Collesano
dal 1971 al 1998, il quale,
attraverso una oculata e competente
gestione di cantieri scuola, ci
ha ridato un monumento molto importante
per la storia di Collesano. Bandendo
ogni retorica, possiamo dire che senza
il suo puntuale e deciso interessamento
forse oggi non avremmo più a Collesano
un gioiello d’arte come la Chiesa di
Santa Maria, triste sorte che invece è
toccata ad altri bei monumenti, come la
Chiesa di S. Giovanni, la
Chiesa di Santa Caterina, ecc.
PATRIMONIO STORICO- ARTISTICO
La chiesa di S.Maria conserva ancora
oggi un ricco patrimonio
storico-artistico, segno della viva
devozione dei fedeli e della cura di
quanti hanno avuto nel tempo la
responsabilità della stessa.

In una cappella laterale è oggi
collocata una deliziosa Vergine
Assunta, finora attribuita ad
ignoto intagliatore madonita del
Cinquecento, comprensorio dove l’arte
dell’intaglio ligneo, tra il 500 e il
700, ha raggiunto livelli di eccellenza.
Sulla scorta di nuovi ritrovamenti
documentari, abbiamo in corso uno studio
sull’importante opera d’arte di cui
daremo conto prossimamente nell’ambito
di una ricerca, a più mani, sulla
scultura in Sicilia. Si tratta di una
scultura lignea policroma che
rappresenta l’Assunta, sostenuta da
cherubini e incoronata dal Padre
Eterno, circondata da una sagoma a
mandorla che richiama l’alone di luce da
cui in origine si dipartivano raggi
luminosi.
Come scrive il critico V. Abbate , “tutto
l’accurato lavoro di intaglio del legno,
di cesellatura e punzonatura della
mestica, profuso anche sul retro della
statua per ottenere un sontuoso effetto
di drappo estofado” fa pensare che
essa dovesse anche essere ammirata dal
retro. Infatti veniva portata
solennemente in processione il 15 agosto
di ogni anno. Ancora oggi, dopo che la
processione è stata abolita da tempo, a
ricordo di una delle principali feste
religiose di Collesano, il 15 agosto di
ogni anno in S. Maria viene regolarmente
celebrata la Messa.
Dal punto di vista
iconografico e tipologico, la nostra
Vergine Assunta si colloca nel
filone delle macchine liturgico-
devozionali di ispirazione nordica,
anche se per i motivi decorativi,
fastosi e solari, essa risente di
modelli catalani.
Il presbiterio è oggi decorato
con stucchi e affreschi del 1647 opera
del pittore collesanese Giovanni
Giacomo Lo Varchi (1606-1683).
Gli affreschi propongono, nel
grande pannello di destra, lo
Sposalizio della Vergine con gli
astanti in abiti seicenteschi e, in
quello di sinistra, l’Assunzione
nella forma della Dormitio Virginis,
motivo caro alla cultura bizantina, con
gli apostoli attorno a Maria. Nella
volta restano affrescati, danneggiati da
uno sprovveduto restauro del 1938, i
pannelli con Storie della vita di
Maria: Natività, Fanciullezza,
Adolescenza.
Tutto il complesso decorativo è stato
ispirato da D. Paolo Brocato, arciprete
di Collesano e benefattore della chiesa,
che designa la stessa sua erede
universale.
Nell’altare maggiore trova collocazione
la splendida Madonna con Bambino
attribuita ad Antonello Gagini, opera
dei primi decenni del ‘500. Nonostante
la perdita della cromìa originale, la
statua mostra ancora gli stilemi del
linguaggio di Antonello Gagini,
pienamente partecipe della cultura
rinascimentale.
Anche sulla nostra statua, come su varie
altre, è fiorita una pia tradizione che
ricorda come essa sia pervenuta a
Collesano in maniera prodigiosa, atteso
che per ben tre volte il vento contrario
aveva impedito la partenza dal molo di
Roccella della nave che la portava verso
altri lidi.
Nella cappella di sinistra, oltre a un
pannello affrescato con Re Ruggero e
S.Nicola, tradizionalmente
attribuito a Giovanni Giacomo Lo Varchi,
rimane un bel Crocifisso ligneo del
1880, dovuto alla bottega palermitana
dei Bagnasco.
In quella di destra, restano invece la
statua e la vara di S. Lucia,
probabile opera, quest’ultima, di
maestranze locali tra ‘800 e ‘900.
Da ricordare un’acquasantiera
cinquecentesca con stemma vescovile,
un’altra proveniente dalla badìa di S.
Caterina ed un fonte battesimale, pure
della fine del ‘500, dovuto a lapicidi
collesanesi. In un deposito della chiesa
è inoltre custodita un’antica statua in
legno di S. Calogero, certamente
proveniente dalla chiesa eponima,
esistente, fino alla prima metà del
Novecento, nel piano dell’attuale
mattatoio comunale.
CULTO E DEVOZIONE

In S. Maria ha sede l’oratorio
dell’antica confraternita del Crocifisso
che sin dal ‘600 organizza la
Cerca, nome che ha
assunto a Collesano la tradizionale
Via Crucis.
Si tratta della suggestiva processione
del Venerdì Santo, una volta anche
notturna, aperta dai confratelli che,
incappucciati e nelle loro
caratteristiche divise (cappuccio
bianco, tunica bianca, mantellina
marrone), portano in mano i simboli
della Passione di Cristo: chiodi,
martello, tenaglia, colonnina, gallo,
sole, mano, dadi, spugna, Veronica,
Ecce Homo, luna, lancia, scala,
lanterna, arancia trafitta etc. Seguono
Cristo, carico della croce, angeli e
soldati romani, le pie donne. La
processione, molto sentita e partecipata
dai fedeli, si snoda la mattina presto
da S. Maria e verso mezzogiorno si
conclude nella stessa dopo aver toccato
tutte le chiese del paese. Durante
ognuna delle quattordici stazioni, un
religioso illustra al popolo il
significato della Passione e della
Resurrezione .

Altro momento religioso di lunga
tradizione che fa perno sulla chiesa di
S. Maria è quello costituito dai
Sepolcri, preparati pure in altre
chiese. Quello di S. Maria è stato
sempre diverso e più impegnativo degli
altri.
Si tratta dell’allestimento di un
elaborato apparato effimero, con
personaggi inanimati, che propone
annualmente una “scena” tratta dal
Vangelo. I Sepolcri, preparati da
devoti e da valenti artigiani locali,
vengono visitati dai fedeli che
accorrono in gran numero nel giorno del
Giovedì Santo.
Sin dal 1901 nella chiesa di S. Maria
viene celebrata ogni anno la festa di S.
Lucia, anch’essa molto sentita dal
popolo collesanese.
Secondo tradizione, ai fedeli che
partecipano alle messe mattutine vengono
offerti particolari biscotti a forma di
occhiali (occhialedda di S. Lucia),
segno della protezione che si invoca
dalla santa per tenere lontane le
malattie degli occhi.


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