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Chiesa
<<
S. FABIANO E S. SEBASTIANO >>
o del Collegio
>> sec. XVII
di Rosario Termotto

La chiesa di Piazza Rosario Gallo
adiacente l’Istituto delle figlie
della Croce, comunemente detta del
Collegio, è dedicata ai
Santi Sebastiano e Fabiano.
Dalle poche righe che vi dedica il
cronista collesanese R. Gallo nel
suo manoscritto “Collesano in Oblio”
(1736) è facile desumere che la
chiesa nel corso dei secoli ha subito
trasformazioni di natura edilizia,
continuatesi anche oltre la metà del
‘700. Il notaio-arciprete la ritiene, ma
senza sostegno documentario, la più
antica tra quelle costruite fuori dalla
porta di Bavarino, l’antico
quartiere sviluppatosi nelle vicinanze
del castello. Per inciso notiamo che
alcuni elementi decorativi della porta
di accesso del quartiere sono ancora ben
visibili in Salita Castello.
Ritornando a S. Sebastiano, rileviamo
che essa attualmente si presenta ad una
navata ed il suo portale di ingresso è
datato 1646. Stranamente Rosario
Gallo non illustra alcune delle opere
d’arte che pur dovevano esserci nei
primi decenni del ‘700 e si limita a
segnalare brevemente un non meglio
specificato quadro della navata
principale ed un «bel quadro in grande
di Sant’Angelo Martire» del quale non si
ha alcuna notizia.

Nella chiesa oltre, oltre alla statua
del titolare, vi sono tre tele ed un
«Cristo Morto» che non sono state fino
ad ora oggetto di studio.
Un’altra tela inedita, raffigurante la
Madonna col Bambino tra S. Giovanni
della Croce e S. Teresa di Avila, posta
invece in basso la seguente iscrizione:
«JOSEPH TESTA PANORM. INV. ET PINXIT
ANNO DNI 1797». Ma l’opera che ci
appare più interessante è un Cristo
crocifisso con pie donne del pittore
Francesco Ricciardolo.
Quanto al Cristo nell’urna è quello
proveniente da S. Giovanni
Battista (chiesa crollata nel
marzo 1932) e portato in processione
ogni venerdì Santo almeno sin del ‘600.
La chiesa di S. Sebastiano era
fidecommissionaria e distributrice di
alcuni legati ricordati dal Gallo. Essi
riguardavano fabbrica della chiesa,
sacerdozio, «maritaggio» di consanguinei
dei legatari e/o di orfane da
sorteggiarsi nella festa del giorno di
S. Sebastiano (20 gennaio). Ad

accendere detti legati, le cui rendite
erano ancora esigibili in parte nel
1736, erano stati Pietro Lo Corso
(1573), Giovanni Palizzi (1593), Antonio
Morello (1596), Antonio Sinceri Pipi
(1608) con testamenti presso i notai
collesanesi Sebastiano Tortoreti, Nicolò
Collesano e Pietro Di Fatta.
Data importante nella storia della
chiesa è il 1738 quando la stessa
fu concessa all’erigendo Collegio di
Maria con decreto del 4 dicembre
del Vescovo Domenico Valguarnera e
Gravina. La chiesa fu concessa al
Collegio, inaugurato nel novembre del
1742 sotto regola del Corradini e
titolo della Sacra Famiglia
(le prime sei suore vennero del Marineo)
«cum iuribus ed pertinentiis suis ac
renditibus».
La chiesa di S. Sebastiano è anche
legata ad avvenimenti «civili» della
Collesano seicentesca: in essa nel
giorno di S. Sebastiano, dopo la
processione, si eleggeva il nuovo
PRINCIPE DELL’ACCADEMIA DEGLI OFFUSCATI
DI COLLESANO, sulla quale converrà,
prossimamente, svolgere ampio discorso.
Oggi la chiesa di S. Sebastiano è una
delle cinque aperte al culto.



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