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Notizie sulla Basilica minore S. Pietro
Nella Diocesi di Cefalù, la Chiesa Madre di Collesano, assieme a quella di Cefalù e Montemaggiore Belsito, è certamente tra le chiese più importanti, per il suo patrimonio storico-artistico.
L’inizio della costruzione della Chiesa risale agli ultimi decenni del 1400, sull’ormai antica matrice di Santa Maria dedicata all’Assunta, e raggiunge una sua prima definizione nel 1543 sotto il pontificato di Paolo III; l’anno seguente viene consacrata da Mariano Manno da Sciacca, vescovo di Tivoli.
La nuova matrice sorge dove prima era “un lago e folto bosco e Passo di ladri” congiunta a quella struttura militare, “torre di guardia”, che finirà per servirle da campanaria fino all’inizio del novecento.
Il vetusto e insigne edificio sacro, è stato elevato a BASILICA MINORE dal Papa Giovanni Paolo II con decreto del 6 giugno 1983. Al suo interno è possibile ammirare tante opere d’arte tra cui: il Tabernacolo marmoreo (1489); la statua della Madonna della Presentazione al Tempio (1546), la Tribuna marmorea della Cappella del Sacramento (1555), il Crocifisso della Provvidenza (1555) e il Coro ligneo (fine 500); le statue in stucco di SS. Pietro e Paolo e le statue lignee di S. Giovanni Battista, S. Rocco e l’Immacolata; gli affreschi del Cappellone di Gaspare Bazzano detto lo Zoppo di Gangi, con le storie dei SS. Pietro e Paolo (1624) e l’Ultima Cena di Giuseppe Salerno; l’Organo a canne di Antonio La Valle (1627); il Fonte Battesimale (1651) e numerose tele provenienti da altre chiese e decorazioni della metà del ‘600 e successive. Nei fedeli vi è una particolare devozione verso la Madonna, venerata sotto il titolo di MARIA SS.ma DEI MIRACOLI.
Da secoli il popolo collesanese la riconosce come sua Patrona e Avvocata, tributandole ogni anno, il 26 maggio, una festa particolarmente sentita. Grande emozione prende infatti la grande folla che con fede è presente all’uscita del quadro dalla Basilica, quadro che poi viene portato a spalla da circa 80 giovani, attraversando le vie principali del paese. Per questa manifestazione religiosa, ogni anno oltre che dai paesi vicini, vengono anche tanti emigrati collesanesi, in particolare dagli Stati Uniti, dall’Argentina, dal Venezuela, dal Canada e dalla Svizzera e dalle regioni dell’Italia settentrionale.  
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